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- UNA SOSPENSIONE ANNUNCIATA

Pubblicato da in ACSI Ciclismo Nazionale ·
Tags: consultaconiudaceacsi

L'eccesso di potere messo in atto dalla Consulta Nazionale Ciclismo in questa vicenda e' questa volta palesemente evidente così come la mancanza assoluta del presupposto che lo legittima.

  In poche righe si sostanzia il provvedimento messo in atto dalla Consulta Nazionale del Ciclismo nella seduta di ieri, svoltasi a Roma presso la sede del CSI pubblicato nella notte tra il 25 e 26 novembre.

 La Consulta stenta a credere, per problemi di interesse di alcuni componenti, che l’ACSI ha definitivamente risolto il rapporto con UDACE. I fatti denunciati sono già stati sanzionati dall’ACSI stessa.

  Secondo l’inopinata e inconsueta azione della Consulta, anche coloro che si sono attenuti alle regole patiscono le conseguenze di tale illegittima strumentalizzazione, già avendo l’ACSI adottato i provvedimenti di sospensione nei confronti degli inadempienti.

  Dal provvedimento della Consulta si evince che il problema non sono coloro che non rispettano le regole, ma l’ACSI stessa, rea di avere un progetto organizzativo del settore ciclismo che potrebbe essere concorrenziale agli Enti componenti la Consulta:

( Abuso di posizione dominante - conflitto di interessi – turbativa di tesseramento – manipolazione e travisamento degli accadimenti per difetto di istruttoria, eccesso di potere)

  La Consulta entra negli affari interni dell’ACSI, non rispettando l’autonomia dell’Ente e mettendo in atto un comportamento che non favorisce i valori sociali dello sport garantiti dall'ordinamento (che tutti gli Enti dovrebbero garantire ai propri associati) ma che depaupera volontariamente quei valori e va espressamente ad essere di turbativa per l'intero mondo ciclistico amatoriale.

La natura del provvedimento emesso imporrebbe la presenza di un organo di giustizia di appello a cui potersi rivolgere. L’abnormità della situazione non lo consente in quanto la Consulta è un “movimento” consultivo che ha “potere" di indirizzo e come tale non ha potestà sanzionatoria.

  Le sanzioni vengono comminate dall’Ente (ACSI) direttamente responsabile dei fatti riferiti, che seguono l’iter del regolamento di giustizia sportiva.

  Ma vi è di più: con questo provvedimento la Consulta si dichiara di fatto fuori dall’Ordinamento Sportivo.

  L'ACSI, attraverso la Presidenza ha già denunciato al CONI tale illegittimo provvedimento, ed attraverso il proprio ufficio legale ha diffidato la Consulta alla rimozione immediata del comunicato n.6 e intrapreso le azioni a tutela dei propri interessi, dei diritti e dell’immagine.

  Nel contempo l’ACSI ha diffidato l’UDACE ad utilizzare ed a spendere il nome, il segno distintivo e l’immagine dell’ACSI.

  Tale situazione abnorme che intendiamo fermamente risolvere non muta gli intendimenti dell'Ente riguardo al perseguimento degli obiettivi sociali condivisi nello svolgimento dello sport ciclistico.

  Gli obiettivi prefissati saranno pertanto perseguiti per la prossima stagione, attraverso le affiliazioni, il tesseramento e i calendari delle gare, come già annunciato, nella certezza che sarà per il ciclismo amatoriale ACSI un anno di consolidamento e foriero di successi.

Roma, 26 novembre 2013 - LA DIREZIONE NAZIONALE




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